Il Sommo Incantatore – Blog Tour

In occasione del blog tour organizzato da Scrittori e Lettori Fantasy, oggi ho il piacere di ospitare Francesco Zamboni, autore de Il Sommo Incantatore – Il Richiamo della Vendetta – edito da Dark Zone.

In questa fase del blog tour parleremo dei personaggi principali con Francesco. 

Bene, bando alle ciance e cominciamo subito con la figura centrale, l’Incantatore Joras.
La prima cosa che mi viene da chiederti è: dove ti è venuta l’ispirazione per il personaggio di Joras?

Innanzitutto ciao a tutti e grazie mille per l’opportunità! Per quanto riguarda Joras, ci tenevo molto a creare un personaggio un po’ diverso dai soliti protagonisti dei romanzi per ragazzi: non quindi il classico ragazzino sperduto circondato da persone “speciali”, ma una persona a suo modo speciale che dovrà però in ogni caso passare per un processo di crescita personale. Joras è già forte e capace, ma ha comunque dei limiti, e per superarli dovrà imparare a fare affidamento sugli altri e non solo sulle sue capacità.

Joras mi sembra rappresentare molti aspetti dell’adolescenza: la voglia di farcela da soli, il bisogno, comunque, di una figura adulta che possa guidare, una sovrastima dei propri mezzi. Cosa ami e cosa che odi del protagonista?

Come detto un attimo fa, mi piace il suo essere un protagonista “atipico”. Personalmente, non riesco a odiare nulla di lui, anzi, sono proprio i suoi difetti a piacermi di più in assoluto (ma scommetto che i lettori un paio di schiaffi ogni tanto glieli tirerebbero). Ci tengo proprio a precisare, tra l’altro, che il lettore tende a empatizzare con i personaggi proprio in virtù dei loro sbagli e dei loro difetti, non tanto delle loro imprese o di una loro presunta invincibilità. Insomma, anche per un personaggio forte e apparentemente già “pronto” come Joras, sarà il conflitto interiore a guidare il suo sviluppo e a farlo “comunicare” con i lettori.

Ciò che mi è piaciuto del personaggio è che ad un certo punto Joras dovrà ricredersi, rimettersi in discussione, cosa che nella vita reale non è mai facile. Joras ha un percorso di crescita durante il libro. Puoi parlarci più a fondo di questo aspetto?

Esattamente. Riagganciandoci a quanto appena detto, Joras segue un suo arco di trasformazione. Lo Joras di fine romanzo non è lo stesso ragazzo dell’inizio. Credo che questo sia un ingrediente imprescindibile nella narrativa in generale, e ancora di più se si ha a che fare con un romanzo di formazione (in questo caso con una sovrastruttura fantasy pensata per i ragazzi). Gli errori che Joras commette sono ciò che lo rendono più “umano”, più vicino a noi. Se questo arco di trasformazione non ci fosse stato, l’intera storia avrebbe avuto ben poco senso.

Sylenio, il maestro di Joras, è una delle figure centrali. È una guida per Joras ma, ogni tanto, tra due nascono dei conflitti. Cosa rappresenta per te Sylenio e cosa vorresti che i tuoi lettori cogliessero di lui?

Sylenio, leader degli incantatori viola, incarna la figura del mentore, anche se non è il classico mentore anziano e con la barba che si legge in molti romanzi fantasy dall’impianto più classico. È un uomo sulla quarantina saggio ma dinamico, che sa essere duro ma anche complice con Joras. Inutile dire che dietro ai momenti di scontro tra i due risiede proprio la volontà di Sylenio di fare il bene del proprio allievo, anche scegliendo la strada più scomoda. La crescita di Joras nel corso del romanzo è in larga parte merito suo.

Aurel è una coprotagonista. A differenza di Joras, ottiene risultati tramite lo studio e l’impegno, mentre Joras crede nel talento naturale. Parlaci un po’ di lei ed alla fine spiegaci secondo te qual è la cosa più importante: il talento o l’impegno?

Aurel è l’emblema dell’applicazione e dello sforzo quotidiano: è indubbiamente l’apprendista incantatrice più capace del gruppo e grazie al suo duro lavoro e alla sua testardaggine riesce a pareggiare Joras in abilità, e a volte anche a superarlo. Da qui nasce uno dei temi del romanzo: l’applicazione quotidiana e l’esercizio possono eguagliare il talento naturale? La mia personale risposta è sì, ma una delle cose che trovo più interessanti è che sto ricevendo feedback molto diversi in merito dai lettori del romanzo.

Nedius: di famiglia ricca, viziato, in competizione con Joras. Sarà lui il cattivo di turno? Questo non possiamo svelarlo. Però possiamo chiedere a Francesco come è nato questo personaggio, meno presente degli altri ma che alla fine giocherà un ruolo fondamentale.

Nedius incarna la figura del rivale del protagonista, fondamentale per il perfezionamento nell’arte dell’incanto di Joras, perché è colui che lo porta ad alzare sempre l’asticella e puntare a nuovi obiettivi per essere davvero il migliore apprendista di tutta Nidlun. Difficile dire chi tra lui e Joras sia più scontroso e sicuro di sé, ma una cosa è certa: entrambi dovranno fare i conti con il loro caratteraccio e i loro pregiudizi, nel bene o nel male.

Penultima domanda. Non possiamo lasciarci senza parlare di lui: Jab-der-Kho. Personalmente è il personaggio che mi ha divertito di più e sono convinto che chiunque leggerà il libro non se lo scorderà: misterioso, oscuro, imprevedibile! Vai pure a ruota libera, io seguo.

Mi fa molto piacere che tu, come tanti lettori, abbia apprezzato Jab-der-Kho, il maestro degli incantatori neri e membro supremo del Concilio dei Cinque che governa Nidlun. Individuo misterioso (già a partire dalle fattezze: non ha un volto!) ammantato nelle sue vesti scure e privo della parola: quali sono i suoi interessi e in che direzione cerca di spingere gli eventi? Questo è assolutamente top secret, ai lettori del Sommo Incantatore lasciamo la missione di cercare di trovare una risposta! Ce la faranno?

Ovviamente ci sono altri personaggi, io mi sono soffermato sui principali. Siccome il Sommo Incantatore mischia alcune parti di giallo, alcuni personaggi non sono stati menzionati per non fare spoiler. Ma sappiate che il cast è più ampio e ben delineato. Non ci sono doppioni, ogni personaggio funziona nel posto in cui è messo. Quindi chiudiamo con questa domanda. Come crei i tuoi personaggi? Da dove prendi spunto per metterli nelle tue storie?

La risposta è molto semplice: gli spunti arrivano da ciò che vedo e leggo, che si tratti di una persona che cammina per strada davanti a me o il personaggio di un romanzo, di un film o di un fumetto che ho appena visto o letto. La cosa certa è che non si tratta mai di una sola di queste cose: ogni personaggio è creato da un mix di ingredienti che lo rendono a suo modo unico nella mia testa. Non mi è mai capitato, quindi, se non nei primissimi racconti dell’inizio della carriera da autore, di prendere una persona che conosco nella vita reale e di trasporla fedelmente come personaggio del romanzo. Insomma, mi piacciono le contaminazioni, e non solo per quanto riguarda i personaggi: Il sommo Incantatore in primis è un romanzo di formazione con sovrastruttura fantasy in cui sono evidenti anche le influenze del fumetto e dell’animazione giapponese, e la copertina illustrata dal grande Antonello Venditti è un chiaro omaggio a quest’ultimo aspetto.

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