Ecco un estratto del mio primo articolo apparso su Letture Fantastiche

Negli ultimi anni il fantastico è stato inondato di neologismi che hanno spaventato lettori e scrittori. Se negli anni ’80 con la parola fantasy si poteva ancora barcamenarsi, nel 2020 ci troviamo sballottati, con la testa piena di termini inglesi che usiamo senza capire perché. New WeirdHope PunkSteamPunkGrimdark popolano i nostri incubi.

Fantascienza e fantasy, horror e realismo, magie e crude battaglie si sono mischiate dando vita a un proliferare di sottogeneri, alcuni dei quali senza una vera e propria definizione, che hanno creato confusione persino tra gli addetti ai lavori. Chi di noi non ha visto lo stesso libro catalogato in due generi differenti (con tanto di polemica social su quale fosse il genere giusto?)

Bene, care lettrici e lettori, in questa rubrica ci spingeremo nell’impossibile, ossia capire chi è cosa. Non aspettatevi paroloni e definizioni, citazioni auliche d’autori (ci saranno, ma solo per fare chiarezza), ricerche di profondi studiosi. Rimarremo sul pratico e scopriremo come molti confini siano più nella testa che reali, senza disdegnare il parere degli esperti.

Per far questo ci serve una serie di battaglie. Analizzare un genere da solo, senza paragonarlo a un altro non ci fa capire quali siano i suoi veri confini. Per esempio, possiamo definire cosa è il Grimdark, ma se non sappiamo quali sono i confini del Dark Fantasy, come faremo a distinguere tra i due? E lo Sword and Sorcery è così distante dall’Epic Fantasy?

Non ci rimane che armarci di pazienza e scegliere un genere a caso che farà da filo conduttore in questo viaggio. Da una inchiesta istantanea effettuata da me proprio adesso, è risultato che il 99,9% di voi abbia scelto il dark fantasy come filo conduttore. Il fatto che l’autore di questo articolo sia un appassionato del genere, non ha minimamente influito sulla scelta….

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6 risposte a "Dark fantasy vs. Sword and Sorcery"

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  1. Bell’articolo, un po’ sbilanciato sul Dark Fantasy, ma me l’aspettavo! 😛 (scherzo!)

    Io non le conosco tutte ‘ste categorie e di alcune ne ho solo sentito parlare senza conoscerne il reale significato: dovrò mettermi a studiare 😦
    Sono convinto, però, che una bella storia possa contenere elementi di più generi, che spesso sono in quantità tali da non risultare preminenti… e allora si crea un nuovo sottogenere: facile, no? 😀

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    1. Anche io sono della stessa opinione. Credo che il futuro del fantasy sia basato su un mix di generi, più che di uno singolo. In generale gli articoli servono solo per farsi un’idea su cosa si andrà a leggere e potersi barcamenare in tutta una serie di sigle che molto spesso dicono tutto e niente

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      1. Sai cosa? Una volta il Fantasy era molto, ma molto di nicchia, e ognuno dava una sua impronta e un suo stile, creando il genere con cui è stato riconosciuto; col tempo, però, molti hanno iniziato a scrivere fantasy e la cosa si è complicata, ma anziché iniziare a destrutturare in tanti altri sottogruppi, forse era meglio dire “Fantasy” (che in effetti di suo è piuttosto vago), lasciando che ognuno lo scoprisse da solo… anche perché la sottoclassificazione porta alcuni (i più fanatici) a leggere solo il loro preferito, limitando magari la scelta a titoli pessimi e trascurando altri (di un sottogenere adiacente o con elementi dello stesso prediletto) che però vengono indicati come altro.

        Sai che non ti saprei dire esattamente il sottogenere del mio? Figurati uno che nemmeno lo conosce quanto me…

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        1. Personalmente penso che le sottocategorie siano un’opera di marketing per attrarre nuovi lettori. (Nell’articolo lo dico, ma rimane una mia opinione). C’è stato un proliferare di nomi, alcuni dei quali ridipingono cose scritte in passato. Sono d’accordo con te. Bisognerebbe scrivere Fantasy è basta, poi ognuno dalla presentazione del libro decide cosa fare. Ma purtroppo ormai bisogna classificare. Comunque, ti capisco. Anche io ho fatto una fatica boia ad inquadrare il genere, anche perchè unisco più elementi.

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          1. Eh, sì. Nel bene o nel male la letteratura passata ci ha influenzato (e ne abbiamo a disposizione più di quelli che ci hanno preceduti) e quindi stare nel “binari” non credo sia semplice… e sinceramente nemmeno mi interessa.

            Sul fatto del marketing, comunque, concordo: è normale, soprattutto nei nostri giorni.

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