Nel Sacro Ordine del Mistero della Notte non compaiono mai eroi solitari e neppure antieroi che dicono “Io amo lavorare da solo”

Come mai?

Il mondo del Sacro Ordine è complesso e sfaccettato, ma soprattutto pericoloso. Non troviamo signori oscuri che con le loro armate possono sottomettere il mondo senza stringere alleanze, e nemmeno potenti famiglie che possono lottare tra loro contando solo sui loro uomini.

Il mondo del Sacro Ordine è costituito da intrighi, alleanze, patti segreti che regolano un fragile equilibrio di potere. Nessuno, nemmeno i potentissimi draghi, possono pensare d’agire da soli, al massimo possono farlo credere. Ogni creatura, ogni casato, ogni nazione è alla disperata ricerca di alleati, per poter controllare ed estendere la propria influenza.

Lo scenario è complesso, non si sa chi toccare, ci si muove con attenzione!

Perché nel Sacro Ordine del Mistero della Notte solo un potere può distruggere un altro potere. Eroi solitari, spadaccini gloriosi, raminghi dal cuore impavido non possono nulla se non si mettono in una rete di alleanze.

Tutto questo avviene per ricostruire, in un’ambientazione fantasy, il modello che esiste nelle zone a rischio, ossia quelle parti del mondo dove è abbastanza facile essere rapiti, o peggio, e dove un uomo solo, anche se ben addestrato non può nulla. In queste zone non è facile capire chi è alleato con chi. Toccare un criminale può significare mettersi contro la politica, oppure la stessa polizia o entrambi. Ma ciò vale anche se si toccano certi poliziotti. Di chi ci si può fidare? Come sopravvivere? Da solo è impossibile!

Il Sacro Ordine del Mistero della Notte rispecchia questo tipo di mondo, dove non è facile capire chi fa cosa e, soprattutto, chi è alleato con chi. Il disastro, infatti, non scaturisce da una possente armata o da una lotta per la successione, ma bensì da un’alleanza che disturba un’altra fazione: potere distrugge potere!

I disegni celati si svelano nel corso del libro, seguendo le vicende di Daina, Kesner, Roderigo e Williamson. Una mappa di potere intricata si nasconde dietro quelle che possono sembrare semplici avventure. La rete gioca a volte contro, a volte a favore, ma lo fa solo pensando a sé stessa. Ma nessuno creda che le menti del potere pensino solo all’oggi (su quello non ho preso spunto dai nostri amatissimi politici)!

Nel Sacro Ordine del Mistero della Notte i più attenti investono sul futuro. Possono risparmiarti oggi per chiederti il conto domani, oppure, mentre neanche te ne accorgi, ti stanno usando per un secondo fine.

Quando Kesner si svegliò, la sua testa dolorava. Sentiva ancora i postumi dell’ubriacatura pulsare nelle tempie come i tamburi dell’Ile de la Perle. Si rotolò nella branda combattendo contro lo spirito del sonno che seducente sussurrava alle sue orecchie “Non farlo, non alzarti. Solo il letto ti ama veramente”.

Estratto

Barcollando s’avvicinò al piccolo tavolino rotondo, a circa mezzo metro dal suo letto, ove era riposta una brocca d’acqua che si sgolò avidamente, poi si perse di fronte alla finestra come soleva fare quando qualcosa lo turbava.

A mente fredda rianalizzò i fatti.

I monaci avevano utilizzato circa duecento uomini tra loro adepti e mercenari, un’operazione decisamente costosa che non poteva essere stata improvvisata. Gli parve di comprendere il loro vero ruolo nella storia: abili esche in grado di segnare ai monaci la via segreta per la tana delle Zanne di Tali. Non erano stati dei protagonisti, ma solo delle comparse, le comparse principali ed essenziali di una storia già scritta il cui finale sfuggiva alla sua mente.

C’erano troppe cose che non comprendeva: come avevano potuto muovere duecento uomini in una notte in cui volava il Demonio? I monaci avevano dei legami con lui? E chi c’era dietro un’operazione del genere? I Faier, la Repubblica di Tali o i vertici dei monaci? E se il Sacro Ordine del Mistero della Notte fosse stato il nascondiglio dei Razin?

Quella setta violenta rappresentava uno dei pericoli maggiori per i regni di Praeter Caligo. Avevano adepti ovunque, nelle Sette Isole, nella Kenorlandia, nel Vaalàbra. Dopo gli intrighi di palazzo, erano stati l’assillo più pressante del suo re tanto da divenire un’ossessione. Ordinavano complotti, avvelenavano, depistavano e, soprattutto, compivano stragi. Una volta controllata la mente di un mostro, lo inviavano sotto false spoglie in luoghi frequentati per mietere il numero maggiore di vittime. Nessuno aveva scordato l’attentato di Lemŭropolis quando durante la Festa della Pioggia, nei pressi di Lago Skoteinó Neró, avevano fatto emergere un Inkayamba dalle acque provocando un bagno di sangue. Anche in quell’occasione aveva lucidamente analizzato i fatti: come avevano potuti i Razin trasportare un mostro dei Regni sotto il Deserto sino ad Lemŭropolis senza essere intercettati? Chi li copriva?

Sentì bussare alla porta “Messer Kesner, il fratello Maresciallo vi aspetta per il pagamento”

“Vi raggiungo, andate pure”

Nel giro di cinque minuti Kesner si ritrovò nel Capitolo, solo con il fratello Maresciallo.

“Bene” il religioso si fregava ancora le mani dalla soddisfazione “è arrivato il momento del pagamento” estrasse dalla scrivania un sacchetto pieno di monete di bronzo, equivalente a due lire d’argento “qui c’è la vostra paga, come pattuito e il premio per il vostro ottimo contributo. Poi potrete andare dal fratello Ankentar per riprendere i vostri averi che erano nelle mani del branco”

Kesner non rispose nulla, contando silenzioso le monete.

“Cosa avete, messer Kesner, vi vedo particolarmente silenzioso, non siete contento del successo della vostra e nostra missione?”

L’uomo dell’Ile de la Perle alzò lentamente il capo. Il volto contratto segnalava un profondo nervosismo. Inspirò profondamente “Contento d’essere stato un ottimo verme di una canna da pesca?” la sua voce fredda fece trasalire il monaco “Direi proprio di no”

Nella sala s’udiva solo il suono delle monete che rientravano ad una ad una nel piccolo fagotto di stoffa.

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